Questo sito utilizza cookies propri e di altri siti. Se vuoi saperne di più. Continuando la navigazione ne autorizzi l'uso.

Castello di Sotto

placehold

Castello di Sotto

l complesso del Castello di Sotto si sviluppò intorno ad una massiccia torre, ora non più esistente, in cui era amministrata la giustizia.

Passato il ponte, il primo edificio che s’incontra sulla sinistra sono le antiche scuderie ora trasformate in edificio residenziale; poco oltre, la vista è attratta da un imponente edificio in pietra, è il Castello di Sotto, ancora oggi detto “Casa Grande” poiché in antichità accanto alla torre scomparsa fu costruita la “Domus Magna”, difesa dalla cinta murata detta “gironutto”, di cui ora rimane una sezione merlata, munita di un portale cuspidato in cotto di fine Cinquecento, la cosiddetta “Pusterla”.

Ampliato più volte nel corso dei secoli, nella prima metà del Settecento il Castello fu sottoposto ad un importante ciclo di restauri che lo portò all'aspetto attuale con la facciata principale, rivolta verso il giardino, ingentilita tenendo conto dei gusti e dei canoni del tempo. All'interno si trovano sale con preziosi soffitti lignei dipinti risalenti al tardo Cinquecento e, al piano terra, la vecchia cucina e l'antico corpo di guardia, il cui restauro ha consentito il recupero dell'originale fisionomia medievale. Tra gli ambienti contigui resta da segnalare l’affascinante cucina padronale riscaldata da un grande fogolâr.

Di grande suggestione il vasto parco settecentesco, introdotto da due peschiere e ricco di statue e di rare e antiche specie di piante.

Il parco del Castello di Sotto è uno dei più interessanti in Friuli, sia per il suo esemplare stato di conservazione sia perché costituisce l’inizio, nella zona, della diffusione del giardino paesaggistico. 

Il parco nacque a seguito di una grande opera di sistemazione fondiaria realizzata nella prima metà del Settecento, per merito di Nicolò Francesco Strassoldo il quale mise in relazione gli elementi formali del giardino con la natura. Furono così bonificate le zone paludose e incolte creando un impianto dove l’acqua divenne l’elemento artistico dominante: fontane, pozzi, laghetti e peschiere costituivano una naturale quinta scenica alle statue e alle specie talvolta rare. Da segnalare, per la sua particolare e singolare fattura, l’isola rettangolare attorniata da un fossato che contiene un giardino all'italiana in miniatura e che è collocata all’estremo limite del parco.