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Secondo una leggenda, il nucleo originario di Toppo si trovava intorno alla chiesetta del Carmine; all’arrivo di Attila gli abitanti sarebbero fuggiti a nord, al riparo del monte Ciaurlec, dando vita all’attuale paese.

In effetti , recenti indagini archeologiche hanno riscontrato a poca distanza dalla chiesetta le tracce di un probabile luogo di culto precristiano: si tratta di un recinto circolare di pietre a secco, alto circa 60-70 centimetri e del diametro di 68 metri, rafforzato da alcuni grossi cippi verticali disposti in modo regolare. Il recinto, molto rovinato a seguito di lavori agricoli, era originariamente alimentato da una sorgente sotterranea, in cui gli abitanti della zona si recavano per effettuare abluzioni rituali, cioè per purificarsi bagnandosi con l’acqua.

La sacralità del luogo trova continuità storica con la vicina chiesetta del Carmine. Dedicata in origine ai santi Vito e Modesto, essa è stata più volte rimaneggiata, ma conserva ancora la “cuba”, cioè il portico che ripara dalle intemperie l’entrata principale, e il piccolo campanile a vela sopra il tetto. All’interno del piccolo edificio, si trova una tela di San Giuseppe, fatta realizzare dagli abitanti del paese come voto dopo una terribile epidemia scoppiata nel 1774. A seguito dello stesso evento, anche gli abitanti del vicino paese di Solimbergo fecero voto di recarsi annualmente in processione nella medesima chiesetta.