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Chiesa di Sant'Urbano

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La villa è ricordata nella bolla di Urbano III del 1186 concessa al vescovo di Concordia Gionata ed è già considerata come entità distinta dalla villa di Cordovado.

La chiesetta è stata costruita nel Seicento, poi rimaneggiata nel ‘700 e ‘800 ed è stata restaurata nel ‘900 (anni ’70). L’altare in pietra risale al 1741, con una pala coeva dello stesso che raffigura una Madonna con bambino e SS.Floriano, Eurosia, Gregorio e Luigi Gonzaga di pittore veneziano, imitatore di Sebastiano Ricci. Interessante anche la tela dell’ Ultima cena attribuita a Giuseppe Buzzi, l’opera è stata restaurata nel 1976 da G.C.Magri. Sulla parete di destra è presente un affresco di Madonna con bambino e SS.Giovanni e Paolo (1660), staccato da un’abitazione privata (Saccudello?).

L’edificio è pervenuto ai frazionisti dopo vari passaggi di proprietà: Zoppi 1726, Rota 1765, Marzin 1821, Fadelli 1899, Aliprandi 1905.

La facciata è liscia con unica apertura della porta e monofora campanaria sul colmo della copertura a capanna. Vi è un unico vano, un’aula rettangolare con soffitto piatto priva di presbiterio; l’altare infatti si trova sulla parete di fondo dell’aula e presenta ai lati due porte che conducono nella sacrestia. Quest’ultima ha una forma a “L”, continuando anche lungo il fianco destro dell’aula fino a una porta; l’ambiente è collegato all’aula tramite una finestra a destra dell’altare.